Diario sul moscatello di Taggia
Attualmente il Moscatello di Taggia è un vitigno piuttosto raro.
Originario della zona di Taggia, nella Liguria di Ponente, alcuni secoli fa era molto rinomato e le navi genovesi lo commercializzavano fino al nord Europa.
Sparito dalla circolazione, decimato dalle malattie, sono sopravvissute poche piante che, lentamente, grazie alla sapiente opera di alcune aziende agricole, stanno dando vita a nuovi vigneti, con la speranza di ripetere i fasti passati e produrre nuovamente un vino di ottima qualità che non veniva più prodotto da molti anni.
Quando un "benefattore" i primi giorni del febbraio 2010 mi regalò due barbatelle di questo vitigno, con tanto entusiasmo quanta inesperienza diedi inizio alla mia attività di viticultore in piccolo: interrai le due piante con la speranza di avere dopo un po' di tempo due viti e i primi grappoli di questa "mitica" uva.
Questo sito web è il diario delle mie gesta agricole, il contenitore di qualche appunto, un esperimento...
primo assaggio, continua...
Venerdì 26 Agosto 2011 17:23

Il primo assaggio dell'uva è terminato con una sorpresa folgorante, almeno per il mio palato: gli acini più maturi, quelli che tendevano gà a diventare uva passa, sono hanno un gusto veramente eccezionale! Riesco benissimo ad immaginare come, anticamente, un vino fatto da acini del genere potesse avere un posto di riguardo sul tavolo di papi, re e dei ricchi in generale.
primo assaggio dell'uva
Venerdì 26 Agosto 2011 17:10

Ieri è arrivato il momento della primissima degustazione,
Assieme ad A. abbiamo raccolto qualche grappolo e passato un'oretta a chiaccherare.
L'uva è davvero molto buona ed è un vero peccato non poterla mettere a disposizione delle persone che, leggendo queste pagine, volessero assaggiare pure loro. E' moscatello, quindi l'uva è dolce, ma non riesco a descrivere il gusto a parole... si tratta di un mio limite, abbiate pazienza; al massimo riesco ad aprire un acino in modo che si riesca a vedere "come è fatto dentro"...
i primi grappoli maturi
Martedì 16 Agosto 2011 16:49

Siamo al giorno dopo ferragosto, ormai uno dei grappoli è maturato e i piccoli chicchi dorati sono davvero invitanti.
Decido di aspettare ancora qualche giorno prima di raccogliere il grappolo, per far maturare bene anche gli altri. Il primo grappolo è riservato ad A. la persona che un anno e mezzo fa mi regalò le due barbatelle che hanno dati inizio a questa storia a lieto fine :-)
L'ambrosia degli Dei
Tempo fa mi consigliarono il libro "L'ambrosia degli dei", Atene Edizioni, scritto da Alessandro Carassale. Grazie a questo consiglio è nato l'interesse per un vitigno quasi scomparso ma che sta rinascendo grazie all'impegno di Carassale, diversi agricoltori ed un progetto della Regione Liguria,
L'interesse aumenta sempre, vedremo dove mi porterà.



